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martedì 18 settembre 2012

Il manianco con l'uncino - leggenda metropolitana

Il maniaco con l'uncino Un adolescente è in macchina con la sua ragazza dopo una serata passata fuori insieme.
Prima di riaccompagnarla a casa, i due parcheggiano l’auto nel Viale dell’Amore e cominciano a baciarsi.
La musica in sottofondo s’interrompe e il discjockey annuncia una grave notizia: dal Manicomio Criminale è scappato un maniaco omicida chiamato l’Uncino. Tale soprannome gli è stato dato perché al posto della mano destra ha un uncino affilato come un rasoio, ed è considerato molto pericoloso perché in passato girava sui Viali dell’Amore, dove i ragazzi vanno in genere ad appartarsi, e aggrediva le coppiette tagliando loro la testa con l’uncino.
L’annunciatore aggiunge che molte teste sono state trovate nel suo frigorifero quando, anni prima, il criminale era stato catturato.
Il discjockey mette in guardia contro ogni persona con un uncino e consiglia ai suoi ascoltatori di non appartarsi in luoghi bui.
La ragazza, sentita la notizia, comincia a innervosirsi.
– Andiamo a casa, dai –
dice, ma il suo compagno continua imperterrito a toccarla.
– Non ho paura di quello lì – le risponde – e poi sarà lontano chilometri e chilometri da qui.
– Io invece ho un po’ paura, il manicomio non è molto distante da questo posto!
– Dai, non preoccuparti, ci sono io a proteggerti – la rassicura il ragazzo.
I due riprendono a baciarsi, ma la ragazza sente un rumore e si agita di nuovo.
– Andiamo via, ho sentito un rumore. E poi siamo da soli qui, non ci sono altre macchine!
– Sono tutti dei fifoni, non c’è nulla di cui preoccuparsi – cerca di nuovo di convincerla.
Ma la giovane è ormai agitata. Piange, si innervosisce, diventa isterica. Dice di vedere qualcuno accovacciato dietro l’auto, nel buio, che la guarda e sogghigna.
Infine, rinfaccia al ragazzo che se non la porta a casa non tornerà mai più lì con lui.
Irritato, il ragazzo mette in moto la macchina e parte di scatto: lei l’ha innervosito e per tutto il tragitto non le parla.
Una volta davanti alla casa di lei, il ragazzo si scusa.
– Mi dispiace, non avrei dovuto insistere per rimanere.
– Scusami tu, mi sono agitata per una sciocchezza – risponde la giovane. I due si scambiano un lieve bacio.
Lei fa per aprire la portiera ma non riesce. Qualcosa la tiene bloccata.
Il ragazzo scende e fa il giro della macchina. Una volta arrivato davanti alla portiera di lei si blocca e sbianca.
– Ehi, cosa succede? – gli chiede lei dal finestrino abbassato. Il ragazzo sviene e la ragazza passa sull’altro sedile e scende per soccorrerlo.
Quando si ritrova davanti alla portiera capisce perché il ragazzo è rimasto così scioccato: appeso alla maniglia vi è un uncino che penzola insanguinato.

domenica 2 settembre 2012

La giacca - Leggenda metropolitana

La giacca
Allora correva la notte di San Silvestro e molte persone ,come voi sapete, festeggiano.
Era una notte terribile,infatti pioveva a dirotto e due ragazzi che stavanno tornando a casa da una festa passarono per il cimitero e videro una ragazza vestita di bianco e naturalmente per cordialità decisero di darle un passaggio fino a casa sua,un ragazzo,per coprirla dal freddo,decise di darle la sua giacca che si sarebbe ripreso il giorno dopo.
Accompagnata la ragazza a casa,loro se ne ritornano per la loro via.
Arrivò il giorno dopo e i ragazzi decisero di andarsi a riprendere la giacca..bussarono...bussarono e dopo un pò rispose una donna e gli domandò:cosa volete? il ragazzo gli raccontò di come avevano aiutato la figlia ieri,ma la donna incredula rispose:''guardate che mia figlia è morta da anni!''i ragazzi riamasero allibiti..allora la donna decise di portarli al cimitero dove era stata sepolta la figlia..guarda caso era lo stesso cimitero dove trovarono la ragazza la sera prima ...arrivarono alla tomba e trovarono sopra ........la giacca del ragazzo ....la stessa che gli aveva prestato....

mercoledì 29 agosto 2012

Anche un uomo può leccare una mano - Leggenda metropolitana


Una sera, in un piccolo paese di campagna, una ragazza resta da sola a casa perché i suoi genitori sono andati in città per assistere una parente che ha avuto un incidente.
Fuori c’è un forte temporale e la giovane trascorre la serata guardando la televisione in compagnia del suo fidato cane, che le lecca la mano ogni volta che lei la fa scivolare giù dal divano.
Al momento di prepararsi per andare a letto, la ragazza si accinge a chiudere tutte le finestre, ma una di esse è difettosa e resta socchiusa.
Incoraggiata dalla presenza dell’animale, la fanciulla sale comunque di sopra nella sua stanza, si infila il pigiama alla svelta e si butta sotto le coperte.
Il sonno tarda però a venire. Spaventata dalla solitudine e dalla tempesta che infuria sulla casa, la ragazza allunga la mano nel buio e incontra il muso del cane che le dà una leccata forte e ruvida con la lingua.
Tranquillizzata, finalmente comincia a sentire arrivare il primo sonno.
Tuttavia, nel corso della notte, per due volte dei tuoni forti e rimbombanti fanno svegliare la giovane di soprassalto. Impaurita dall’isolamento, di nuovo cerca la leccata confortante del cane, che non tarda ad arrivare.
La prima cosa che farò domattina sarà di lavarmi la mano, pensa. Il resto della notte trascorre tranquillamente.
L’indomani il chiarore del mattino comincia a filtrare dalla tapparella. La ragazza si alza, ancora intontita, e sente qualcosa di viscido sul tappeto.
Per verificare di cosa si tratti si avvicina alla finestra, la apre e lascia che la luce del giorno entri nella stanza.
Si volta per cercare il suo cane e nota una scritta rossastra sul muro. Poi vede il suo animale a terra, in una pozza di sangue. Comincia a singhiozzare e infine mette a fuoco la scritta sul muro: “Anche un uomo può leccare una mano”.